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| La processione del Venerdi Santo ad Agrigento |
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Venerdi Santo - Arciconfraternita Maria SS dei Sette Dolori di Agrigento Alle ore 10,30 dalla scalinata S. Croce, proviene la processione del Cristo Appassionato, che dopo aver attraversato per l'impervie strade e piccole tozze scalinate giunge nel cuore del Rabato devastato dalla frana. Le bande suonano, l'Addolorata lascia il suo Santuario accompagnata dalla sua Arciconfraternita. A fare da cornice un quartiere frantumato, sembra proprio di essere in terra Santa! Spazio tra la folle tra le mille lacrime di emozione e suggestione i due simulacri si mettono vicino: pari ca si parlanu! (sembra che parlino). Dopo un pensiero espresso dal Rettore del Santuario, ripartono le due processioni al completo verso il calvario.
E in via Atenea che la processione prende forma e solennità, come una grande parata, un mistico corteo tra palazzi storici che dettero i natali a studiosi, letterati della Girgenti. Ad un tratto non ci sono più strade ma scalinate, lunghe tozze, ad unire due lembi della Città medioevale, ed ancora per altre Chiese, conventi di clausura. E su ancora una volta si fa tardi sono quasi le ore 14,00; siamo arrivati stremati in Cattedrale. Nella foto alcuni Confrati di Maria SS. Dei Sette Dolori, con il SETTESPADE. Si vede il Lutto che pende dal Santuario. La Cattedrale sistemata sul colle alto di Agrigento, costruita sui basamenti di un tempio greco, edificata da S.Gerlando, patrono della Città intorno il 1093, dedicandola a Maria Assunta. Nell'abside viene allestito per l'occasione con legni e cartapesta il Calvario. Gesu Appassionato viene riposto nella sua cappella, la Madonna aspetta fuori, dalla navata centrale. Muove la Sacra Urna verso il Calvario, i Confrati più anziani eseguono alla presenza dell'Arcivescovo e dei Canonici della Cattedrale la Crocifissione.
La Maestosa facciata della Cattedrale. |
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